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Anno III

Aprile 2004

Numero 9

 

Cinema

 

 

 

 

 

A cura di

Michele

 

 

Aggiornato al
8 aprile 2004

 

 

 

 

 

C'era una volta in Messico

 C'era Anime (...e manga!)

 

 

 

 

E’ il film che sta facendo parlare, discutere, soffrire, scandalizzare chi l’ha già visto, come gli americani dal 25 febbraio, e chi aspetta con ansia di vederlo, come noi dal prossimo 7 aprile. Perché nelle due ore (che ne raccontano dodici) de “La Passione di Cristo”firmata dal credente Mel Gibson, e girata interamente in Italia, ci sono dolore, violenza,carne e sangue come non si erano mai visti in rievocazioni cinematografiche precedenti. Nella rappresentazione che va dalla preghiera nell’orto fino alla morte in croce, c’è un Cristo straziato e martoriato così realistico da non riuscire quasi a guardarlo; tanto tormentato nello spirito e nel corpo da aver creato non pochi problemi durante le riprese al suo interprete, Jim Caviezel, tanto da far nascere la necessità di creare un robot in grado di sopportare torture inumane come la corona di spine. La forza delle immagini del film evento del 2004 ( 25 milioni di dollari incassati nel primo giorno di programmazione a fronte dei 30 spesi per l’intera produzione) sta nel descrivere quello che nessuno aveva ancora raccontato con tanto realismo. The Passion rappresenta un originalissimo impasto di misticismo e tecnologia, fede e fatica che peraltro nulla toglie al suo messaggio. Un messaggio che, nonostante le polemiche, rimane un messaggio essenziale e cristiano.
Le immagini del film sono incredibilmente crude e forti, tanto da suscitare paragoni con film come “L’esorcista”: in effetti per rappresentare la condanna a subire l’atroce violenza della morte in croce, in cui, e ci sono centinaia di studi scientifici a spiegarlo, in cui si patiscono tremendamente dolore fisico, angoscia e abbandono, non poteva che essere così.
Il film è recitato in latino ed in aramaico, motivo di interesse che può rappresentare anche una sorta di intuizione geniale del regista o pura follia.
Questo film è quasi un film di cronaca; tutti conosciamo la storia, ma così non l’avevamo mai vista.
Basta pensare alle frustate subite dal Cristo: alcuni studiosi della Sindone affermano che sul suo corpo non c’era praticamente più pelle, ed è questo che Mel Gibson ha voluto mostrarci. Il fascino visivo della pellicola è straordinario, è un’ escalation di violenza e dolore incredibili.
Non vi resta che andarlo a vedere, sapendo, sin da ora che lo scempio pretende cuore e stomaco forti.
Buona visione!

 

 

 
 

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