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E’ il film che
sta facendo parlare, discutere, soffrire, scandalizzare chi l’ha già visto,
come gli americani dal 25 febbraio, e chi aspetta con ansia di vederlo, come
noi dal prossimo 7 aprile. Perché nelle due ore (che ne raccontano dodici)
de “La Passione di Cristo”firmata dal credente Mel Gibson, e girata
interamente in Italia, ci sono dolore, violenza,carne e sangue come non si
erano mai visti in rievocazioni cinematografiche precedenti. Nella
rappresentazione che va dalla preghiera nell’orto fino alla morte in croce,
c’è un Cristo straziato e martoriato così realistico da non riuscire quasi a
guardarlo; tanto tormentato nello spirito e nel corpo da aver creato non
pochi problemi durante le riprese al suo interprete, Jim Caviezel, tanto da
far nascere la necessità di creare un robot in grado di sopportare torture
inumane come la corona di spine. La forza delle immagini del film evento del
2004 ( 25 milioni di dollari incassati nel primo giorno di programmazione a
fronte dei 30 spesi per l’intera produzione) sta nel descrivere quello che
nessuno aveva ancora raccontato con tanto realismo. The Passion rappresenta
un originalissimo impasto di misticismo e tecnologia, fede e fatica che
peraltro nulla toglie al suo messaggio. Un messaggio che, nonostante le
polemiche, rimane un messaggio essenziale e cristiano.
Le immagini del film sono incredibilmente crude e forti, tanto da suscitare
paragoni con film come “L’esorcista”: in effetti per rappresentare la
condanna a subire l’atroce violenza della morte in croce, in cui, e ci sono
centinaia di studi scientifici a spiegarlo, in cui si patiscono
tremendamente dolore fisico, angoscia e abbandono, non poteva che essere
così.
Il film è recitato in latino ed in aramaico, motivo di interesse che può
rappresentare anche una sorta di intuizione geniale del regista o pura
follia.
Questo film è quasi un film di cronaca; tutti conosciamo la storia, ma così
non l’avevamo mai vista.
Basta pensare alle frustate subite dal Cristo: alcuni studiosi della Sindone
affermano che sul suo corpo non c’era praticamente più pelle, ed è questo
che Mel Gibson ha voluto mostrarci. Il fascino visivo della pellicola è
straordinario, è un’ escalation di violenza e dolore incredibili.
Non vi resta che andarlo a vedere, sapendo, sin da ora che lo scempio
pretende cuore e stomaco forti.
Buona visione!

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