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Anno IV

Gennaio 2005

Numero 14

 

Cinema

 

 

 

 

 

A cura di

Michele

 

 

Aggiornato al

10 dicembre 2004

 

 

 

 

 

 

C'era una volta in Messico

 Anime (...e manga!)

The Passion

 

L'alba dei morti viventi

 

Troy

 

The Terminal

 

L'esorcista - la genesi

Alien vs Predator

 

E finalmente eccolo qui... Patiti della debordante progenie o dei coriacei cacciatori dalle trasparenze mortali, questo è un film che non potrete perdere. Non temano i puristi, il film è stato fatto proprio pensando a loro e le citazioni, o i riferimenti, si 'sprecano'. Forse per chi gli si avvicini non predisposto da propedeutiche visioni dei classici di riferimento il film potrà apparire niente di più di una serie di scontri e di banalità, ma noi sappiamo che non è solo questo. In ogni catena che si rispetti c'è un anello mancante, e questo (ennesimo 'team-up' costruito alla bisogna e con questa finalità) si candida per essere quello capace di connettere due della saghe fantascientifiche più amate dal pubblico del fanta-horror.

Alien Vs. Predator nasce da un progetto che la Fox ha in cantiere da più di dieci anni, parallelamente a quando il regista Paul W.S. Anderson cullava tale idea e comunque è presente in forma di suggestione finale già in Predator 2. Accantonato per vari anni il progetto cinematografico, questa particolare commistione ha preso corpo in altri due medium molto vicini al cinema (specie a quello contemporaneo): il fumetto e il videogioco. Sono stati infatti la Dark Horse nelle sue tavole e la Rebellion nel lontano 1998 con un gioco per PC a darci per primi in pasto questo apocalittico scontro. Ed è in virtù di questa genesi, che il film prende le strade della commistione tra cinema e videogioco ed è stato affidato al regista di Resident Evil.

Tutto al suo posto tra film precedenti - 4 Alien e 2 Predator - e fumetto.

 Il Dr. Weyland con l'aspetto degli androidi che vedremo in Alien prodotti dalla Weyland-Yutani Corp., uno scheletro di Alien nell'astronave dei Predator e tante altre cosette che non vi sveleremo per non rovinare la sorpresa.

D'altronde, come recita la frase di lancio: "Chiunque vinca... noi perdiamo!" (usata anche come scherno nella campagna Bush / Kerry) i veri protagonisti non sono certo gli umani ma cacciatori e creature, come vengono chiamati i Predator e gli Alien.

Per chi non lo sapesse, i Predator sono una razza di cacciatori biomeccanici, delle vere e proprie macchine da guerra, nate per combattere.

Gli Alien, invece, sono una sorta d organismo parassita perfetto, oltre a d avere delle tenerissime caratteristiche come il sangue corrosivo…  !

In ogni caso, la storia, che è un prologo di tutti gli altri film, ha inizio quando un satellite d'osservazione della Weyland Corp. rileva un improvviso aumento di temperatura nel Circolo Polare Antartico; gli esami indicano la presenza di una piramide sepolta sotto i ghiacci. Viene così organizzata una spedizione guidata dall'archeologo Sebastian De Rosa (il "nostro" Raul Bova) e dall'esploratrice Alexa Woods (Sanaa Lathan / Blade) con un gruppo di tecnici e lo stesso Weyland (Lance Henriksen / Alien) con un nutrito numero di guardie del corpo.
Non appena arrivati sul posto, per gli intrepidi esploratori si apre uno scenario inquietante; qualcuno ha gia trivellato i ghiacci e la piramide è facilmente raggiungibile. Purtroppo una volta all'interno il gruppo viene bloccato e la regina Alien risvegliata.
La piramide non è altro che il luogo dove si consuma il rito di passaggio dei Predator all'età adulta: gli Alien sono la preda e gli umani la necessaria incubatrice vivente.
Mentre i Predator si preparano alla battaglia, per il gruppo di esploratori si prospetta un'orrenda fine...
La cosa che salta immediatamente agli occhi è la predilezione per i "vecchi sistemi", infatti c'è molta poca animazione in CGI e tanto lavoro di modellismo. Le creature sono state create dallo staff degli effetti speciali e quindi animate con meccanismi idraulici. Questa scelta si dimostra vincente, infatti ne guadagna in realismo rispetto alle ultime produzioni che ci hanno abituato a quell'artificio elettronico che lascia un sapore un po' strano in bocca; praticamente la stessa differenza tra un CD ed un vinile, la musica la ascolti bene lo stesso, ma il calore è tutt'altra cosa.
Il film, per una precisa scelta di Paul W.S. Anderson (Resident Evil) è comunque un costante omaggio alle precedenti pellicole con una prima parte all'insegna dell'attesa ed una seconda dominata dall'adrenalina. Omaggi sparsi ovunque dall'entrata nella piramide girata come quella degli uomini della "Nostromo" che scoprivano l'alieno, attraverso la camera sacrificale con un disegno identico al poster di Alien3, fino al frontale del satellite che ha un design simile alle astronavi Weyland - Yutani.
Fra le curiosità, segnaliamo che i due tecnici che nel film rilevano per primi le segnalazioni del satellite sono Tom Woodruff Jr. ed Alec Gillis, addetti agli effetti speciali e che il personaggio di Verheiden è stato creato come omaggio allo scrittore del fumetto "Alien vs. Predator", il primo a far incontrare le due specie.

Per concludere, la frase + importante del film, oltre alla già citata, “chiunque vinca noi perdiamo”, è “il nemico del mio nemico è mio amico”…sta a voi scoprirne il significato…

 

 

Buona visione!