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E finalmente eccolo
qui... Patiti della debordante progenie o dei coriacei cacciatori
dalle trasparenze mortali, questo è un film che non potrete perdere.
Non temano i puristi, il film è stato fatto proprio pensando a loro
e le citazioni, o i riferimenti, si 'sprecano'. Forse per chi gli si
avvicini non predisposto da propedeutiche visioni dei classici di
riferimento il film potrà apparire niente di più di una serie di
scontri e di banalità, ma noi sappiamo che non è solo questo. In
ogni catena che si rispetti c'è un anello mancante, e questo
(ennesimo 'team-up' costruito alla bisogna e con questa finalità) si
candida per essere quello capace di connettere due della saghe
fantascientifiche più amate dal pubblico del fanta-horror.
Alien Vs. Predator
nasce da un progetto che la Fox ha in cantiere da più di dieci anni,
parallelamente
a
quando il regista
Paul W.S. Anderson
cullava tale idea e comunque è presente in forma di suggestione
finale già in
Predator 2.
Accantonato per vari anni il progetto cinematografico, questa
particolare commistione ha preso corpo in altri due medium molto
vicini al cinema (specie a quello contemporaneo): il fumetto e il
videogioco. Sono stati infatti la Dark Horse nelle sue tavole e la
Rebellion nel lontano 1998 con un gioco per PC a darci per primi in
pasto questo apocalittico scontro. Ed è in virtù di questa genesi,
che il film prende le strade della commistione tra cinema e
videogioco ed è stato affidato al regista di
Resident Evil.
Tutto al suo posto tra
film precedenti - 4 Alien e 2 Predator - e fumetto.
Il Dr. Weyland con
l'aspetto degli androidi che vedremo in Alien prodotti dalla
Weyland-Yutani Corp., uno scheletro di Alien nell'astronave dei
Predator e tante altre cosette che non vi sveleremo per non rovinare
la sorpresa.
D'altronde, come
recita la frase di lancio: "Chiunque vinca... noi perdiamo!" (usata
anche come scherno nella campagna Bush / Kerry) i veri protagonisti
non sono certo gli umani ma cacciatori e creature, come vengono
chiamati i Predator e gli Alien.
Per chi non lo
sapesse, i Predator sono una razza di cacciatori biomeccanici, delle
vere e proprie macchine da guerra, nate per combattere.
Gli Alien, invece,
sono una sorta d organismo parassita perfetto, oltre a d avere delle
tenerissime caratteristiche come il sangue corrosivo… !
In ogni caso, la
storia, che è un prologo di tutti gli altri film, ha inizio quando
un satellite d'osservazione della Weyland Corp. rileva un improvviso
aumento di temperatura nel Circolo Polare Antartico; gli esami
indicano la presenza di una piramide sepolta sotto i ghiacci. Viene
così organizzata una spedizione guidata dall'archeologo Sebastian De
Rosa (il "nostro" Raul Bova) e dall'esploratrice Alexa Woods (Sanaa
Lathan / Blade) con un gruppo di tecnici e lo stesso Weyland (Lance
Henriksen / Alien) con un nutrito numero di guardie del corpo.
Non appena arrivati sul posto, per gli intrepidi esploratori si apre
uno scenario inquietante; qualcuno ha gia trivellato i ghiacci e la
piramide è facilmente raggiungibile. Purtroppo una volta all'interno
il gruppo viene bloccato e la regina Alien risvegliata.
La piramide non è altro che il luogo dove si consuma il rito di
passaggio dei Predator all'età adulta: gli Alien sono la preda e gli
umani la necessaria incubatrice vivente.
Mentre i Predator si preparano alla battaglia, per il gruppo di
esploratori si prospetta un'orrenda fine...
La cosa che salta
immediatamente
agli occhi è la predilezione per i "vecchi sistemi", infatti c'è
molta poca animazione in CGI e tanto lavoro di modellismo. Le
creature sono state create dallo staff degli effetti speciali e
quindi animate con meccanismi idraulici. Questa scelta si dimostra
vincente, infatti ne guadagna in realismo rispetto alle ultime
produzioni che ci hanno abituato a quell'artificio elettronico che
lascia un sapore un po' strano in bocca; praticamente la stessa
differenza tra un CD ed un vinile, la musica la ascolti bene lo
stesso, ma il calore è tutt'altra cosa.
Il film, per una precisa scelta di Paul W.S. Anderson (Resident Evil)
è comunque un costante omaggio alle precedenti pellicole con una
prima parte all'insegna dell'attesa ed una seconda dominata
dall'adrenalina. Omaggi sparsi ovunque dall'entrata nella piramide
girata come quella degli uomini della "Nostromo" che scoprivano
l'alieno, attraverso la camera sacrificale con un disegno identico
al poster di Alien3, fino al frontale del satellite che ha un design
simile alle astronavi Weyland - Yutani.
Fra le curiosità, segnaliamo che i due tecnici che nel film rilevano
per primi le segnalazioni del satellite sono Tom Woodruff Jr. ed
Alec Gillis, addetti agli effetti speciali e che il personaggio di
Verheiden è stato creato come omaggio allo scrittore del fumetto
"Alien vs. Predator", il primo a far incontrare le due specie.
Per concludere, la
frase + importante del film, oltre alla già citata, “chiunque vinca
noi perdiamo”, è “il nemico del mio nemico è mio amico”…sta a voi
scoprirne il significato…
Buona visione! |