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E’ opinione diffusa tra i
professionisti dello spettacolo che davvero importanti per un
artista sono gli apprezzamenti e il calore del pubblico, mentre
assolutamente da disdegnare i giudizi dei critici, o, peggio ancora,
insulse premiazioni e statuette di ogni sorta. Eppure, poche cose
danno soddisfazione ad un artista (e glielo si legge negli occhi
quando accade) come il tenere stretto tra le mani un omino dorato,
un leone, una palma o qualsiasi altra mascotte, godere dell’ intima
soddisfazione di salire sul palco per ingraziare Dio, la famiglia,
il manager e chiunque altro passi per la mente sapendo che tutti,
gli sconfitti in primis, lo stanno odiando ed invidiando a morte. Se
poi il premio arriva da una delle manifestazioni più glamour,
famose e seguite in tutto il mondo quali sono gli Academy Awards,
ecco che l’attenzione del pubblico diventa quasi morbosa, e ogni
particolare diventa spunto per gossip, commenti e critiche nei
confronti dei protagonisti.
E questa cerimonia ha davvero una
storia lunga. Ha luogo per la prima volta nel 1929, durante un
pranzo all’ Hollywood Roosvelt Hotel, su iniziativa dei 36 membri
fondatori dell’ “Academy
of Motion Picture Arts and Sciences” (nata nel 1927), un’
associazione nonprofit con lo scopo di promuovere l’arte
cinematografica ed attualmente formata da oltre 6000 membri, tra
registi, attori sceneggiatori e altre categorie di lavoratori del
settore dello spettacolo. La cerimonia, agli inizi, era molto
diversa rispetto alla baraonda mediatica cui siamo abituati, anche
se fin dalla seconda edizione fu seguita da radio e televisioni,
prima solo negli Stai Uniti ed in seguito in tutto il mondo. Come
già detto, le premiazioni avvenivano in un hotel, e i vincitori
erano resi noti prima della cerimonia, poiché i risultati erano dati
in anteprima ai quotidiani la sera della premiazione, per essere
pubblicati sul numero della giornata successiva, ma questa pratica
venne abbandonata all’inizio degli anni ’40. Sempre in quegli anni,
grazie alla sempre crescente popolarità, la sede fu spostata dall’
hotel al “Graumans’ Chinese Teather”, e da lì in altri teatri negli
anni successivi, fino alla location attuale, il Kodak Theater,
con capienza di circa 3300 posti. La città è sempre stata, ad ogni
modo, Los Angeles.
Per quanto
riguarda le categorie, nella prima edizione erano solamente 15, e ad
esse nel corso degli anni se ne sono aggiunte altre, che hanno dato
dignità ed importanza anche a settori “cenerentola” della
cinematografia, quali i documentari, i cortometraggi e i film
d’animazione. Tali premi sono assegnati dai membri dell’Accademia,
il cui presidente è dal2001 Frank Pierson.
Alcune curiosità
circa la storia degli Oscar partono anzitutto dall’origine del
nomignolo dato alla statuetta: pare che il direttore esecutivo di
una edizione, tale Margaret Herrick, vedendola per la prima volta,
affermò che avesse una somiglianza impressionante con uno dei suoi
zii, Oscar appunto. Ad ogni modo, tale soprannome non fu
istituzionalizzato che nel 1939, anche se fu utilizzato per la prima
volta nel ’34, durante l’assegnazione del premio a Katharine Hepburn
come Miglior Attrice Protagonista. Inoltre, la Walt Disney Company
ebbe l’onore di ricevere, per il lungometraggio “Biancaneve e i
sette nani”, un premio costituito da un Oscar più sette ‘fratellini’
in miniatura. Durante la Seconda Guerra Mondiale, anziché d’oro, la
statuetta (per la cui realizzazione sono necessarie 12 persone) era
fatta di gesso.
Anche sulle
recenti premiazioni vi sono numerose curiosità. Una di queste
riguarda il numero di volte che la cerimonia fu ritardata; la prima
nel 1938, a causa di una inondazione della città, la seconda nel
1968 a causa della coincidenza tra la data della cerimonia ed il
funerale di Martin Luther King, e la terza nel 1981, per
il tentativo di assassinio del Presidente U.S.A. Ronald Reagan.
Ma non sperate che
sia facile assistere alla premiazione e, soprattutto, alla
suggestiva sfilata delle celebrità sul ‘Red Carpet’: la
partecipazione è fatta solo su invito, e gli ospiti sono scelti con
cura maniacale!
Venendo alla
prossima edizione, quella che si svolgerà il 27 Febbraio, è
difficile presumere che vi sarà un film ‘pigliatutto’ come accadde
a “Il Ritorno del Re”
lo scorso anno: l’unico che potrebbe avvicinarsi a quel record è
“The Aviator”,
frutto del sodalizio tra il regista Martin Scorsese e l’ (forse ex)
idolo delle ragazzine Leonardo di Caprio, ma sarebbe un evento
irripetibile. Altre pellicole plurinominate (ma ciò non è, per
fortuna o purtroppo, garanzia di vittoria) sono
“Million Dollar Baby”
(7), film sulla vita di una pugile donna interpretata dalla
bravissima Hilary Swank,
“Finding Neverland”
(7), storia della nascita del romanzo per bambini “Peter Pan”, con
Johnny Depp e la giunonica Kate Winslet, la biografia su Ray Charles,
“Ray”
(6), con protagonista un Jamie Foxx a dir poco strepitoso, e
“Sideways” (5), storia d’amore e di tradimenti. Una sola
candidatura, per i costumi, per il colossal
“Troy”,
campione d’incassi al botteghino ma stroncato da critica da chiunque
abbia un minimo di cognizione dell’ Iliade di Omero. A dimostrazione
che esiste un po’ di giustizia.
Tre candidature,
invece, per il tanto discusso
“The Passion of the Christ”
e per il pomposo musical “The
Phantom of the Opera”.
Tra i film d’animazione, trionfa
“The Incredibles”,
con 4 nomination, mentre
“Shark Tale”
(squali mafiosi doppiati da attori U.S.A. illustri e di chiara
origine italica) e il divertentissimo
“Shrek 2”
si accontentano rispettivamente di 1 e 2 candidature.
Infine, ma non
meno importante, il presentatore di questa edizione sarà l’attore
comico Chris Rock, che, peraltro, ha già presenziato l’eidizione
2003 degli Mtv Video Music Awards.
Buona visione!
Sito ufficiale:
www.oscar.com |