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ANNO IV

FEBBRAIO 2005

NUMERO 15

 

Cinema

 

 

 

 

 

A cura di

Carola

 

 

Aggiornato al

6 febbraio 2005

 

 

 

 

 

 

C'era una volta in Messico

 Anime (...e manga!)

The Passion

 

L'alba dei morti viventi

 

Troy

 

The Terminal

 

L'esorcista - la genesi

 

Alien vs Predator

Oscar 2005

 

E’ opinione diffusa tra i professionisti dello spettacolo che davvero importanti per un artista sono gli apprezzamenti e il calore del pubblico, mentre assolutamente da disdegnare i giudizi dei critici, o, peggio ancora, insulse premiazioni e statuette di ogni sorta. Eppure, poche cose danno soddisfazione ad un artista (e glielo si legge negli occhi quando accade) come il tenere stretto tra le mani un omino dorato, un leone, una palma o qualsiasi altra mascotte, godere dell’ intima soddisfazione di salire sul palco per ingraziare Dio, la famiglia, il manager e chiunque altro passi per la mente sapendo che tutti, gli sconfitti in primis, lo stanno odiando ed invidiando a morte. Se poi il premio arriva da una delle manifestazioni più glamour, famose e seguite in tutto il mondo quali sono gli Academy Awards, ecco che l’attenzione del pubblico diventa quasi morbosa, e ogni particolare diventa spunto per gossip, commenti e critiche nei confronti dei protagonisti.

E questa cerimonia ha davvero una storia lunga. Ha luogo per la prima volta nel 1929, durante un pranzo all’ Hollywood Roosvelt Hotel, su iniziativa dei 36 membri fondatori dell’ “Academy of Motion Picture Arts and Sciences” (nata nel 1927), un’ associazione nonprofit con lo scopo di promuovere l’arte cinematografica ed attualmente formata da oltre 6000 membri, tra registi, attori sceneggiatori e altre categorie di lavoratori del settore dello spettacolo.  La cerimonia, agli inizi, era molto diversa rispetto alla baraonda mediatica cui siamo abituati, anche se fin dalla seconda edizione fu seguita da radio e televisioni, prima solo negli Stai Uniti ed in seguito in tutto il mondo. Come già detto, le premiazioni avvenivano in un hotel, e i vincitori erano resi noti prima della cerimonia, poiché i risultati erano dati in anteprima ai quotidiani la sera della premiazione, per essere pubblicati sul numero della giornata successiva, ma questa pratica venne abbandonata all’inizio degli anni ’40. Sempre in quegli anni, grazie alla sempre crescente popolarità, la sede fu spostata dall’ hotel al “Graumans’ Chinese Teather”, e da lì in altri teatri negli anni successivi, fino alla location attuale, il Kodak Theater, con capienza di circa 3300 posti. La città è sempre stata, ad ogni modo, Los Angeles.

Per quanto riguarda le categorie, nella prima edizione erano solamente 15, e ad esse nel corso degli anni se ne sono aggiunte altre, che hanno dato dignità ed importanza anche a settori “cenerentola” della cinematografia, quali i documentari, i cortometraggi e i film d’animazione. Tali premi sono assegnati dai membri dell’Accademia, il cui presidente è dal2001 Frank Pierson.

Alcune curiosità circa la storia degli Oscar partono anzitutto dall’origine del nomignolo dato alla statuetta: pare che il direttore esecutivo di una edizione, tale Margaret Herrick, vedendola per la prima volta, affermò che avesse una somiglianza impressionante con uno dei suoi zii, Oscar appunto. Ad ogni modo, tale soprannome non fu istituzionalizzato che nel 1939, anche se fu utilizzato per la prima volta nel ’34, durante l’assegnazione del premio a Katharine Hepburn come Miglior Attrice Protagonista. Inoltre, la Walt Disney Company ebbe l’onore di ricevere, per il lungometraggio “Biancaneve e i sette nani”, un premio costituito da un Oscar più sette ‘fratellini’ in miniatura. Durante la Seconda Guerra Mondiale, anziché d’oro, la statuetta  (per la cui realizzazione sono necessarie 12 persone) era fatta di gesso.

Anche sulle recenti premiazioni vi sono numerose curiosità. Una di queste riguarda il numero di volte che la cerimonia fu ritardata; la prima nel 1938, a causa di una inondazione della città, la seconda nel 1968 a causa della coincidenza tra la data della cerimonia ed il funerale di Martin Luther King, e la terza nel 1981, per il tentativo di assassinio del Presidente U.S.A. Ronald Reagan. 

Ma non sperate che sia facile assistere alla premiazione e, soprattutto, alla suggestiva sfilata delle celebrità sul ‘Red Carpet’: la partecipazione è fatta solo su invito, e gli ospiti sono scelti con cura maniacale!

Venendo alla prossima edizione, quella che si svolgerà il 27 Febbraio, è difficile  presumere che vi sarà un film ‘pigliatutto’ come accadde a “Il Ritorno del Re” lo scorso anno: l’unico che potrebbe avvicinarsi a quel record è “The Aviator”, frutto del sodalizio tra il regista Martin Scorsese e l’ (forse ex) idolo delle ragazzine Leonardo di Caprio, ma sarebbe un evento irripetibile. Altre pellicole plurinominate (ma ciò non è, per fortuna o purtroppo, garanzia di vittoria) sono “Million Dollar Baby” (7), film sulla vita di una pugile donna interpretata dalla bravissima Hilary Swank, “Finding Neverland” (7), storia della nascita del romanzo per bambini “Peter Pan”, con Johnny Depp e la giunonica Kate Winslet, la biografia su Ray Charles, “Ray” (6), con protagonista un Jamie Foxx a dir poco strepitoso, e “Sideways” (5), storia d’amore e di tradimenti. Una sola candidatura, per i costumi,  per il colossal “Troy”, campione d’incassi al botteghino ma stroncato da critica da chiunque abbia un minimo di cognizione dell’ Iliade di Omero. A dimostrazione che esiste un po’ di giustizia.

Tre candidature, invece, per il tanto discusso “The Passion of the Christ” e per il pomposo musical “The Phantom of the Opera”.  Tra i film d’animazione, trionfa “The Incredibles”, con 4 nomination, mentre “Shark Tale” (squali mafiosi doppiati da attori U.S.A. illustri e di chiara origine italica) e il divertentissimo “Shrek 2” si accontentano rispettivamente di 1 e 2 candidature.

Infine, ma non meno importante, il presentatore di questa edizione sarà l’attore comico Chris Rock, che, peraltro, ha già presenziato l’eidizione 2003 degli Mtv Video Music Awards.

Buona visione!

Sito ufficiale: www.oscar.com