...VOCI NELL'OMBRA...
il mondo dei doppiatori
E' il grande dilemma che affligge ogni prodotto cinematografico o televisivo d'importazione: versione originale, sottotitoli o doppiaggio? Ciascuna di queste opzioni offre aspetti positivi e negativi. Certamente vedere un film con le voci originali degli attori permette di apprezzarne appieno la qualità (o lo scarso valore), ma naturalmente si pone il limite della comprensibilità della lingua: e non pensiamo soltanto ai prodotti made in U.S.A., i quali, ad ogni modo, non sempre risultano di facile approccio ad un conoscitore medio dell'Inglese, quanto a tutti quei film – e telefilm, uno su tutti, “Il commissario Rex” – recitati in una lingua che, se non è intraducibile per i più, risulta comunque di difficile comprensione.

I sottotitoli permettono, in questo senso, un buon compromesso tra desiderio di gustare il prodotto originale e la necessità di capire quello che gli attori dicono: tuttavia, spesso leggere i sottotitoli toglie attenzione a ciò che accade sullo schermo, fa concentrare eccessivamente lo spettatore su ciò che viene detto invece che su come viene detto, senza contare che è praticamente inutile per quei prodotti, ad esempio le soap opera, che spesso vengono ‘ascoltate' più che viste, e che senza un doppiaggio non potrebbero essere seguite.
Ecco allora che un buon lavoro di doppiaggio diventa necessario per permettere ai più di godersi un film che, sfortunatamente, non è stato girato nella loro lingua; naturalmente, il doppiaggio perfetto non esiste, come del resto non esiste la traduzione perfetta, e per ottenere un risultato accettabile è necessario molto più lavoro di quanto possa sembrare.
Innanzitutto, doppiare un attore o un'attrice è in tutto e per tutto un atto recitativo, anzi, se possibile ancora più difficile, poiché tutta l'espressività va concentrata nella voce. Allo stesso tempo però, il doppiatore non deve personalizzare troppo la propria performance , ma attenersi il più possibile alla versione originale, per fare in modo che l'espressione del viso e del corpo dell'attore non contrastino con ciò che viene pronunciato. Se poi ci aggiungiamo che il timbro della voce del doppiatore dovrebbe, per dare un effetto più verosimile, assomigliare all'interprete originale, appare chiaro quanto sia importante avere alle spalle una buona preparazione.
Con tale intento sono state istituite diverse scuole di doppiaggio, alcune delle quali convenzionate con le più grosse società di doppiaggio: una su tutte, la PUMAISdue, il cui direttore artistico è Renato Izzo, e per la quale lavorano, tra gli altri, Simona Izzo e il marito Ricky Tognazzi.
Simona Izzo e Ricky Tognazzi
Una buona base, ad ogni modo, è data dalle scuole di recitazione teatrale, nelle quali si impara a lavorare sulla voce per adattarla alle diverse situazioni da interpretare.
Ma buone capacità e tanto studio alle spalle non bastano. E' risaputo infatti che molti dei doppiatori sono figli, mariti o mogli d'arte, o comunque lavorano in altri settori del mondo dello spettacolo. I più dotati poi possono iniziare a lavorare come attori “in carne ed ossa”, ed è questo il caso, ultimamente, di Luca Ward, voce di attori quali Keanu Reeves, Pierce Brosnan e Russel Crowe.

Luca Ward
Senza dimenticare, nel recente passato cinematografico italiano, il prima attore e poi doppiatore Ferruccio Amendola, voce ufficiale ed indimenticabile di Robert De Niro e Sly Stallone.
Un discorso leggermente diverso va fatto per i lungometraggi animati, nei quali molte volte gli attori devono essere intonati per poter eseguire al meglio i brani in stile “musical”, e si ricorre quindi a voci note del panorama canoro nazionale o internazionale, anche per sopperire alla mancanza di attori in carne ed ossa ed offrire un cast di nomi noti. Tra le altre, ricordiamo le voci di Renato Zero per lo scheletrico protagonista do “Nightmare Before Christmas”, di Massimo Ranieri per Quasimodo, “Il Gobbo di Notre Dam” e, ultimo in ordine di tempo, di quella sagoma – di definirlo cantante non me la sento – di DJ Francesco per “Robots”.
Tra le società italiane di doppiaggio, ricordiamo la già citata PUMAISdue ( www.pumaisdue.com ), la SEFIT-CDC ( www.sefitcdc.it ), e LaBiBi ( www.labibi.it ). Queste società, come del resto quasi tutte le società italiane, hanno sede a Roma, anche se a partire dagli anni '70 ne nascono anche a Milano: una su tutte, la MERAK FILM.
Per informazioni, curiosità ed approfondimenti vi consiglio di visitare il sito Internet http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/doppiaggio.htm , ricco di informazioni, consigli e news sul mondo del doppiaggio cinetelevisivo italiano e sulle più importanti manifestazioni dedicate ad esso.