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ANNO IV
ESTATE 2005
  NUMERO 19
 
CINEMA
 
 

 

STAR WARS

 

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

 

Ok, forse avrei potuto trovare una frase d'apertura un po' meno scontata, che non si fosse già letta almeno un milione di volte in ogni contesto. Eppure, proprio in ciò sta la prima vera, grande rivoluzione portata al cinema, quasi trent'anni fa, da George Lucas ; non solo una storia di fantascienza, non tanto la previsione di un futuro ipertecnologico, quanto un racconto delle passioni umane, in cui scienza, magia e fantasia si mescolano tra loro per formare una storia senza tempo e senza spazio, “tanto tempo fa in una galassia lontana” per l'appunto.

La mia non vuole essere una recensione dell'ultimo film, uscito il 20 maggio in tutte le sale, ma una riflessione sull'opera in generale, che dà quindi per scontata la conoscenza della trama e dei personaggi (anche perché un riassunto esauriente richiederebbe un'enciclopedia!); per questo vi consiglio di vistare alcuni siti dedicati alla saga, che potranno sciogliere i vostri dubbi e farvi conoscere appieno il mondo di Skywalker&Co.: www.starwars.com ; www.guerrestellari.it ; www.guerrestellari.net ; www.supershadow.com

Ma andiamo con ordine. Le vicende narrate nei sei episodi hanno al centro la profezia che afferma l'imminente nascita di una uomo (o donna) in grado di riportare equilibrio nella Forza , una sorta di “motore ultraterreno” che guida l'esistenza di tutti gli esseri dell'Universo, e che, come ogni cosa, presenta un lato buono ed uno oscuro. Cultori del lato buono sono i cavalieri Jedi , dell'altro i Sith . Tutta la storia è dunque incentrata su questa distinzione netta, sulla speranza che il bene trionfi e sulla ricerca del fantomatico personaggio dotato di poteri eccelsi in grado di porre fine a questa lotta tra bene e male. Nel corso della narrazione si snoda poi tutta una serie di vicende che spaziano dall'amore, alla sete di potere, alla politica, alla vita, alla morte. La guerra è un elemento portante delle due trilogie, ma se nella “vecchia” – quella con Harrison Ford , per intenderci – è guerra di liberazione dalla dittatura dell'Impero, in quella nuova (che, ricordo, è un prequel , e narra avvenimenti di 32 anni prima) essa parte inizialmente come guerra contro la ribelle Federazione dei Mercanti, per poi assumente i toni di una guerra civile che vedrà, per l'appunto, il trionfo dell'Impero.

Anche il tema amoroso, presente in entrambe le saghe, è affondato con uno spirito diverso: nella prima esso è presentato in maniera positiva, come mezzo di riscatto e come motore per il lieto svolgersi degli avvenimenti, mentre nella seconda è, estremizzando, la molla che fa nascere nel giovane Anakin il desiderio di conoscere i segreti più oscuri della Forza, con la speranza di poter salvare l'amata Padme (o Amidala che dir si voglia), destinata, secondo i suoi sogni premonitori, a morte certa durante il parto. Tant'è che il primo pensiero di Darth Vader (il nome che Anakin assume quando passa al lato oscuro), salvato in extremis da Palpatine ma costretto a vivere imprigionato in un'orribile armatura nera, è proprio rivolto a lei, che nel frattempo sta morendo durante il parto dei due gemelli. Amore “litigarello” ma a lieto fine il primo, tra Han Solo e la principessa Leia , passione clandestina e luttuosa la seconda, tra lo Jedi Anakin e Amidala.

In realtà, di fatto, è il tono generale delle due trilogie ad essere differente: nella prima partiamo da una condizione di oppressione, ma vi sono fin dal titolo (“Una nuova speranza”) la convinzione di un favorevole dipanarsi degli eventi e la certezza, o quantomeno la ferma convinzione, di una esito felice. Al contrario, nella seconda viene presentata una Repubblica ricca ed in pace, ma in cui il seme del tradimento e della crisi si possono già avvertire. Da questo punto di vista, il finale dell'episodio Tre si pone come anello di congiunzione tra le due visioni del mondo: quando gli eventi precipitano e tutti si aspetterebbero sconforto e disperazione, i cavalieri Jedi sopravvissuti, guidati dal saggio e peloso Yoda , si ritirano temporaneamente dalle scene, in attesa che i tempi maturino e che si creino le condizioni per un riscatto dei buoni. Niente panico, dunque, ma solo tanta pazienza, virtù propria dei cavalieri Jedi.

Questo per quanto riguarda la trama. Ma la forza di questi film non sta solo nelle vicende narrate, quanto anche nel modo in cui viene fatto. Sto parlando naturalmente degli effetti speciali: ogni film si è sempre contraddistinto per l'avanguardia delle tecniche di ripresa e di montaggio: la “Industrial Light and Magic” nacque proprio per volontà di Lucas, che voleva ottenere degli effetti speciali che non si fossero mai visti in un film, e con tecniche semplici quanto ingegnose ottenne il risultato voluto; gli episodi Uno, Due e Tre si contraddistinguono, invece, per un uso a volte esasperato di effetti visivi di prim'ordine, specie nella resa delle ambientazioni e nella creazione di personaggi digitali (sono 46 nell'ultimo episodio), che, se da un lato permettono la creazione di scene di forte impatto visivo, dall'altro lasciano un po' di nostalgia per i pupazzi di Yoda e Jabba the Hut e per i modellini delle astronavi e della Morte Nera. Inoltre, l'episodio Tre è stato interamente girato con telecamere digitali appositamente create per l'evento dalla Sony; insomma, un grande dispendio di mezzi e anche di soldi, per un risultato certamente spettacolare, anche se alla lunga un po' stucchevole.

Ma questi sei episodi, nella mente del suo creatore, Lucas appunto, dovevano avere un seguito di altri tre episodi, ambientati una trentina di anni dopo gli avvenimenti del “Ritorno dello Jedi”; pare che però Lucas abbia deciso di non volerli più fare, ma di narrare le vicende di Luke in veste di maestro Jedi attraverso una serie TV, alla quale potrebbe partecipare proprio Mark Hamill , l'attore che negli anni ‘80, giovanissimo, interpretò il giovane protagonista della prima trilogia. Inoltre, il regista si è anche dedicato alla realizzazione di una serie a cartoni animati dal titolo “Clone Wars”, che narra episodi compresi tra le vicende dell'episodio Due e Tre.

Per concludere questo breve excursus nel mondo di Star Wars, una curiosità legata al cast: l'unico attore ad essere stato presente in carne, ossa e…ferraglia per tutti e sei i film è Anthony Daniels , che ha ricoperto il ruolo del droide protocollare C-3PO. Quando si dice “l'attaccamento al lavoro”!

 

i protagonisti della nuova trilogia
e di quella originale