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ANNO V
GENNAIO 2006
  NUMERO 23
 
CINEMA
 
 

LE CRONACHE DI NARNIA Il Leone, la Strega e l'Armadio

 

 

Trama: i fratelli Pevensie, Peter , Edmund , Susan e Lucy , vengono ospitati, durante la Seconda Guerra Mondiale, nella villa di campagna del professor Digory Kirke . Qui scoprono l'esistenza di un armadio magico, che funziona come passaggio verso il mondo di Narnia, popolato da creature fantastiche come fauni, centauri, nani ed animali parlanti e soggiogato da un incantesimo della terribile Strega Bianca Jadis , che fa sì che sia sempre inverno…”ma mai Natale”.

Loro malgrado si trovano coinvolti nella guerra che contrappone le forze del Bene, capeggiate dal “Signore” di Narnia, Aslan (che si presenta loro sotto forma di regale leone) a quelle del Male, guidate per l'appunto da Jadis, poiché secondo la profezia il loro destino è di sedere sui troni del palazzo di Cair Paravel e diventare Re e Regine di Narnia…

Commento: il soggetto prende vita dall'omonimo romanzo di C. S. Lewis, che è il primo di una serie di libri che raccontano le vicende del fantastico mondo di Narnia e dei suoi abitanti.

Cavalcando l'onda del successo ottenuto dai film fantasy in questi ultimi anni, Andrew Adamson (già regista di “Shrek” e “Shrek 2”) sceglie di trasporre in chiave cinematografica un libro sicuramente meno noto al grande pubblico rispetto ad altri libri dello stesso genere, tuttavia importante nella storia della letteratura fantasy.

Sicuramente meno complesso dell'ormai arcinoto “Signore degli Anelli”, questo libro si rivolge principalmente ad un pubblico di giovani e giovanissimi, con una trama lineare e la presenza dei classici elementi fantastici quali esseri immaginari, animali che parlano e perfino Babbo Natale, il tutto racchiuso dall'eterna lotta tra Bene e Male. In questo senso il film, non a caso prodotto dalla Walt Disney Pictures , ricalca molto bene le orme del romanzo. Alcuni dialoghi sono costruiti praticamente sull'originale libresco. A livello di trama, non si riscontrano significative differenze rispetto all'originale, se non una riduzione, in termini di tempo, della battaglia conclusiva.

Location azzeccate, costumi e trucco ben fatti, effetti speciali (curati dalla Dreamworks ) a mio parere non sempre curatissimi, non tanto nell'animazione dei personaggi (Aslan è, da questo punto di vista, ottimamente realizzato, così come, per fare un esempio, il Signor Castoro) quanto in alcuni primi piani in cui il cui lo sfondo risulta ai miei occhi particolarmente “finto”.

Degna di nota anche la colonna sonora, composta Harry Gregson-Williams (che ha creato, tra le altre, le musiche di film di successo come “Armageddon” e “Shrek”) e candidata ai Golden Globe 2006 insieme a “Wunderkind”, la canzone che accompagna i titoli di coda, scritta ed interpretata da Alanis Morissette .

Per quanto riguarda il cast, la scelta più azzeccata è stata quella di Georgie Henley , che interpreta la più piccola dei protagonisti: intraprendente e dolcissima proprio come la Lucy di Lewis, questa giovanissima interprete si è ben immedesimata nel ruolo, risultando più convincente degli altri fratelli.

Glaciale e spietata quasi all'eccesso la Jadis di Tilda Swinton , che ricorda, nelle fattezze e nei “colori” ma non certo nel carattere, la bella regina degli Elfi del “Signore degli Anelli”, alias Cate Blanchett. Veramente infelice – e a giudicare dalle risate in sala credo sia un pensiero comune – invece la scelta della voce di Aslan, il cui doppiaggio (nella versione originale, fatto da Liam Neeson ) è stato affidato a Omar Sharif , il quale mostra innumerevoli difficoltà nel parlare con una pronuncia chiara e senza storpiature (del resto, è straniero!), con il risultato di ridicolizzare un personaggio tutt'altro che buffo. Niente a che vedere col maestoso Mufasa de “Re Leone” a cui diede la voce Vittorio Gassman, ve lo ricordate? E piccola nota personale: la voce del nano servitore di Jadis ha una voce che mi fa impressione ogni volta che la sento. Aiuto!

Insomma, tutto sommato si tratta di un film godibile, non certo di un capolavoro e nemmeno di un film rivoluzionario, ma che ha sicuramente il pregio di essere fedele al libro da cui ha preso il soggetto: le due ore trascorrono piacevolmente, a patto di lasciarsi andare e tornare bambini, perché di un film (soprattutto) per bambini si tratta. E se durante la proiezione avvertirete una sensazione di deja-vu, non vi meravigliate! Questo film attinge a piene mani dal panorama cinematografico fantasy e non degli ultimi anni – una su tutte, la scena in cui i protagonisti stanno viaggiando in mezzo alla neve alla volta della Tavola di Pietra, con una panoramica dall'alto che ricorda una scena analoga nella “Compagnia dell'Anello”, per non parlare della battaglia nel suo insieme - , cercando di sfruttare, come già detto all'inizio, il successo che questo filone sta riscuotendo negli ultimi anni.

Buona visione!